Nessun Uomo È Un’Isola - Empatia, Relazione, Intelligenza Emotiva

Nessun Uomo È Un’Isola

Empatia, Relazione, Intelligenza Emotiva

Nessun Uomo È Un’Isola – Empatia, Relazione, Intelligenza Emotiva. Di Bani Kiran Kaur.

L’attenzione è la forma più rara e più pura della generositàSimone Weil

La parola attenzione deriva dal latino attentus ed è l’atto con cui la mente si rivolge ad un oggetto oppure ad una persona o situazione.

L’attenzione è anche un processo cognitivo complesso che consente di selezionare stimoli ambientali, focalizzare su di essi le proprie risorse cognitive e ignorarne altri; significa, in un certo senso, essere consapevoli dei propri processi interni, saper trovare la giusta distanza per osservare ciò che accade e saper monitorare e regolare i nostri pensieri e i nostri atti.

La generosità è un atto nobile della nostra anima che nella semplicità del darsi senza condizione ritrova la sua più vera dimora: quella dell’altro, quella di un altro corpo che non sono io.

Nell’atto di darsi l’anima si eleva perché riscopre l’unicità nella diversità e la diversità nell’unicità.

«Comprendere l’umano significa comprendere la sua unità nella diversità, la sua diversità nell’unità. Dobbiamo concepire l’unità del molteplice, la molteplicità dell’uno» (E. Morin – I sette saperi necessari all’educazione del futuro ).

L’essere umano, a partire dall’antichità fino ad arrivare alla contemporaneità, è stato rappresentato spesso come un prodigio perché, nonostante i suoi limiti, riesce sempre ad elevarsi e a dominare attraverso l’intelligenza.

Nessun Uomo È Un’Isola - Duplice Natura

La duplice natura dell’essere umano può diventare strumento creativo per accogliere sé stesso e l’altro

Nessun Uomo È Un’Isola

Pascal affermava che l’essere umano è “una canna, ma una canna che pensa”; tuttavia resta un paradosso di fronte a sé stesso perché nonostante la sua sete di verità, nonostante il suo anelito verso l’alto, sempre cade nell’errore, nell’incertezza.

L’uomo, quindi, come Essere duplice, come scisso dalla sua stessa polarità che lo conduce a camminare in equilibrio su un filo sospeso nel vuoto.

Nessun Uomo È Un’Isola - Prospettive

Solo nella giusta distanza posso aprire nuove prospettive all’altro

Nessun Uomo È Un’Isola

L’essere umano, nella filosofia di Gehlen come in quella di Scheler, è l’Essere cosciente, consapevole che, nonostante non abbia un suo habitat naturale, può dominare sulla terra grazie alla cultura e al linguaggio.

L’uomo, quindi, vive di una seconda natura che gli permette di emergere e di adeguare gli oggetti alle rappresentazioni del suo pensiero, alle sue esigenze.

Se l’essere umano è manchevole, duplice, intriso di polarità, è solo attraverso questa seconda natura che può autodeterminarsi: l’essenza di questa seconda natura altro non è che la relazione con l’altro.

Essere relazione significa prima di tutto vivere in profonda connessione e consapevolezza con sé stessi e successivamente essere in grado di comprendere l’altro e intessere trame di vita sociale coscienti e mature.

Essere relazione vuol dire, quindi, decentrarsi dal sé, assumere un’altra prospettiva, aprirsi all’ascolto e mettere tra parentesi il proprio pensiero, il proprio giudizio, le proprie rappresentazioni per meglio capire l’altro (ciò che il filosofo Husserl definiva con il termine Epoquè).

Essere relazione come sinonimo di empatia, da non confondere mai con identificazione o semplice contagio emotivo.

L’empatia, come la definiva Edith Stein, è il sentire intelligente: entro nel sentire e nel vissuto dell’altro, lo colgo e ne prendo subito la distanza, lo oggettivizzo.

Nessun Uomo È Un’Isola - Riconosci l'Altro

“Riconosci che l’altro sei tu”  – Yogi Bhajan

Nessun Uomo È Un’Isola

L’empatia prevede quindi due movimenti: entro nel vissuto dell’altro mediante la dimensione emotiva per poi uscirne attraverso la dimensione cognitiva perché solo nella giusta distanza posso aprire nuove prospettive all’altro.

L’atteggiamento empatico si fonda sulla facoltà di comunicare e capire l’altro e dunque esclude l’intervento di pregiudizi e di giudizi di impronta morale.

L’empatia, infatti, designa un atteggiamento non di esclusione, ma di comprensione dell’altro scevro da preconcetti.

Nessun Uomo È Un’Isola - Daniel Goleman

La compassione si basa sull’empatia, che, a sua volta, richiede l’attenzione agli altri.” Daniel Goleman

Nessun Uomo È Un’Isola

Definita letteralmente come “sentire”, essa è alla base di tutte le forme con cui ci accostiamo ad un altro, agendo come guida al riconoscimento dell’individualità di un’altra persona.

Accogliere l’altro nella sua originalità significa essere disponibile ad avviare con lui un processo di ricerca, un dialogo continuo teso a guardarsi in modo nuovo lungo il cammino, anziché mirare esclusivamente al conseguimento dei risultati.

Occorrono rispetto e umiltà per accogliere l’altro evitando stereotipie e pregiudizi.

L’empatia è uno degli aspetti dell’intelligenza emotiva, così come delineato da Daniel Goleman nei suoi studi durante gli anni ’90. Gli altri quattro aspetti sono: autoconsapevolezza, autocontrollo, motivazione e abilità nelle relazioni interpersonali.

È di fondamentale importanza, nel mondo in cui viviamo, iniziare sin dall’infanzia con l’alfabetizzazione emozionale, finalizzata al riconoscimento degli stati emotivi, alla capacità di esprimerli in maniera sana e socialmente accettabile, per migliorare la relazione con sé stessi e con gli altri.

Goleman, nei suoi studi, parte dalle ricerche di Gardner sulle intelligenze multiple; in particolar modo parte dall’intelligenza interpersonale e intrapersonale.

L’empatia non è solo mettersi nei panni dell’altro, altrimenti, a dirla come la Stein, si corre il rischio di fondersi nell’altro e perdere sé stessi. L’empatia è prima di tutto ascolto di sé stessi: ascolto consapevole e cosciente della propria identità.

Da questa accettazione di sé stessi si può accogliere l’altro sospendendo il giudizio, entrando in uno stato di comunicazione consapevole.

Accogliere l’altro significa prima di tutto essere radicati ed in equilibrio nel proprio centro.

Nella piena consapevolezza di sé si possono costruire le basi per instaurare relazioni autentiche con gli altri.

In questa reciprocità tra l’Io e il Tu, o meglio il Noi, in questo dialogo consapevole, entrambe le parti cambiano, si trasformano, evolvono: il mio sé matura nella comprensione dell’altro, si arricchisce, trova nuovi stimoli ed espande i suoi orizzonti senza restare fermo nelle proprie convinzioni. Entrare in empatia significa elevare noi stessi e l’altro.

Nessun Uomo È Un’Isola - Era dell’Acquario

Era dell’Acquario

Nessun Uomo È Un’Isola

Come recita il primo sutra dell’Era dell’Acquario:

“Riconosci che l’altro sei tu”

“Nessun essere umano è un’isola, intero in se stesso,
Ogni uomo è un pezzo del continente.

Una parte della Terra.

Se una zolla viene portata via dall’onda del mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un promontorio le mancasse,
o una dimora amica o la tua stessa casa;
ogni morte d’uomo mi diminuisce,
perché io faccio parte dell’umanità.

E così non mandare mai a chiedere per chi
suona la campana; essa suona per te.”

John Donne

Bagno Sonoro Gong
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Lo Yoga ci mostra un cammino, il poeta ci dona un’intuizione, lo scrittore ci insegna a leggere tra le righe, il filosofo coglie un legame e il matematico, lo scienziato riconoscono nel caos un ordine possibile. Lo Yoga e la poesia (e più in generale la letteratura) hanno in comune il potere della parola; per lo Yoga la parola si esprime nei Mantra e nel caso del Kundalini Yoga anche attraverso la Shabad Guru.

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