Bene Vs Male

Bene Vs Male

Bene Vs Male​. Di Silvia Bani Kiran Kaur.

Vi sono nella letteratura mondiale, ha scritto Paul Valéry, figure e personaggi di tale grandezza da sfuggire quasi al controllo del loro creatore, tanto da “poter divenire, per mezzo suo, strumenti dello spirito universale”.

Forse soltanto il mito di Ulisse si è rivelato, nella storia della cultura occidentale, altrettanto vivo e fecondo come quello di Faust, altrettanto suscettibile di sempre nuove incarnazioni e quindi immortale attraverso la perenne metamorfosi e trasfigurazione, soprattutto altrettanto capace di rappresentare simbolicamente, di volta in volta, il dramma e il destino dell’umanità, il senso e il valore della vita.

Ed effettivamente, come affermava Valèry, simili personaggi danno l’illusione di avere un’esistenza a sé, quasi indipendente dal loro creatore.

Tale è il caso di Faust, quasi più popolare del poeta che gli ha dato un’altezza suprema, di Goethe, che ha realizzato con lui non solo il suo capolavoro ma anche il vertice poetico del secolare mito di Faust.

In questo articolo mi soffermerò in particolar modo sul dramma novecentesco della poetessa tedesca di famiglia ebraica Else Lascker-Schueler (Elberfeld, 11 Febbraio 1869 – Gerusalemme, 22 Gennaio 1945): IchundIch (IoedIo), in cui, per lo più, la materia tragica del Faust goethiano viene parodiata e, con la comparsa dei gerarchi nazisti come protagonisti, attualizzata a “Spettacolo infernale”, in cui abilmente si alternano toni seri e ironico – comici.

Bene Vs Male - Faust e Mefistofele

Faust e Mefistofele

Bene Vs Male

Si tratta di una tragedia teatrale in sei atti, con un prologo e un epilogo: non andrò ad analizzare i contenuti (lascio a voi il piacere di innamorarvi di questa opera e più in generale di tutti gli scritti poetici di questa poetessa), piuttosto scaveremo nei personaggi goethiani e schueleriani di Faust e Mefistofele, più in generale sui concetti del bene e del male e se tale polarità possa mai davvero esistere in modo così marcato e distinto.

Il Mefistofele di Goethe è il “Beffardo” per eccellenza, “lo spirito che sempre nega”, “una parte di quella parte ch’era, in principio, veramente il Tutto”: una parte cioè della tenebra primordiale da cui nacque la luce.

Sia in IchundIch che nell’opera di Goethe, Mefistofele rappresenta un aspetto complementare di Faust: entrambi costituiscono un’unità inscindibile.

Inoltre Satana è continuamente portatore, nella dialettica delle sue negazioni, di una verità.

Goethe è stato il primo poeta a intuire la nuova logica dello spirito umano, quello della contraddizione, ed è proprio nei dialoghi tra Faust e Mefistofele che ha dato voce a questa dialettica.

Sia per Goethe che per la Lasker-Schueler, Faust e Mefistofele rappresentano la stessa faccia di un’unica medaglia.

L’uno non può esistere senza l’altro: non si comprende l’operare di Faust senza gli impulsi che di volta in volta riceve da Satana tentatore. Il Demonio ha, quindi, anche una sua funzione positiva dal momento che è lui che stimola Faust ad agire.

Allo streben (tensione, tendere verso) di Faust, Mefistofele contrappone sempre il suo maligno realismo, il suo disincantato scetticismo.

Certo, egli non può afferrare l’essenza più alta e più vera del travaglio di Faust, che può a ragione dirgli con spregio: “Avvenne a un pari tuo mai di comprendere lo spirito dell’uomo nel suo perenne anelito di altezze?” (Goethe, Faust).

Ma è proprio da questa profonda discrepanza di intenti che si può parlare di unità: l’ansia di Faust si spiega a partire dal crudo realismo di Mefistofele che, beffeggiando i suoi più alti aneliti, fa sì che Faust proceda alla ricerca del suo ideale per contrastare l’opera malefica e vanificatrice di Satana.

Se nell’opera goethiana Faust esclama: “Entro il mio petto albergano due anime. / Svincolarsi dall’altra, ognuna brama”, in IchundIch Mefistofele, rivolto a Faust, così rivela la sua natura umana: “Poiché io sono, Signor Faust, un uomo come te”.

Bene Vs Male - Le Due Polarità Dell’Animo Umano
Le Due Polarità Dell’Animo Umano

Bene Vs Male

Se in IchundIch Mefistofele è, da una parte, ancora simile al demonio goethiano, essendo egli lo spirito che nega e che beffeggia con battute oscene e insolenti i suoi interlocutori, dall’altra parte, tuttavia, questi tratti sono leggermente più attenuati e lasciano il posto a un’immagine di Mefistofele nostalgico del Paradiso perduto, quasi desideroso di potersi riunire con il Padre celeste.

È un Satana che induce quasi a commozione e pietà nel suo struggente anelito di poter rivivere la sua infanzia, quando era ancora figlio di Dio.

Mefistofele non è più il diavolo di un tempo. La più diabolica delle sue dichiarazioni è oramai solo un ricordo, una reminiscenza dell’antica cattiveria; la sua malvagità si riduce a una pura schermaglia verbale.

Viene da pensare che la barbarie nazista sia addirittura più cruenta dell’opera vanificatrice e distruttrice di Satana.

Egli è, prima di tutto, l’angelo caduto.

Ciò che fin dall’inizio unisce Faust e Mefistofele è, appunto, l’origine divina dell’uomo e di Satana.

È stato osservato che la riunificazione tra Faust e Mefistofele potrebbe essere letta, cabalisticamente, come una Genesi rovesciata.

Una volta distrutto il male l’uomo ridiventa perfetto e puro, proprio come l’essere originario e divino.

Ciò che redime il mondo, però, non è, come per i cabalisti, la preghiera, ma la poesia che, come le parole della Cabala, passano di sefiroth in sefiroth (le Sefiroth sono manifestazioni ed emanazioni di Dio.

Ad esse, che sono in numero di dieci, corrisponde un nome ed un attributo divino), per eliminare ogni male fino a che, con la riunificazione delle due metà antagoniste, riapproda a Dio.

La Tensione Verso L’Unità

La Tensione Verso L’Unità

Bene Vs Male

Respirare, per la poetessa, equivale a scrivere. Ma scrivere significa tener desto “l’incolmabile desiderio davanti ad una finestra illuminata” perché la sua luce “rinsalda il cuore e lo riempie d’eternità”.

L’eternità che sola può porre fine all’esilio.

Ed è proprio qui che si colloca il legame tra la poetessa e Mefistofele. Il desiderio del Satana descritto dalla Lasker-Schueler (poter ricongiungersi al Paradiso perduto) rappresenta il suo stesso anelito: poter porre fine alla sua condizione di esule e riconquistare la patria della sua infanzia.

Se non è possibile invertire le coordinate spazio-temporali per avere una seconda chance di rivivere il passato, allora l’unica speranza che resta per poter riconfluire nel cosmo e quindi nell’Eterno è che presto intervenga la morte a ristabilire l’ordine infranto.

Il desiderio di morte, però, altro non è che desiderio di vita perché morire, per la Lasker-Schueler, significa ricongiungersi a Dio, naufragare nel suo tenero abbraccio per poi rinascere nel grembo del Suo immenso amore:

Vanno errando armonie / da lontananze di terre notturne – / io entro – e sarò vita / e la vita mi stringerà alla vita / quando su me stelle di Paradiso / i primi loro umani culleranno” (Else Lasker – Schueler)

Nel Bene E Nel Male - Il Desiderio Di Infinito
Il Desiderio Di Infinito

Bene Vs Male

Il dramma della poetessa, a differenza di quello di Goethe, verte proprio sul concetto d’identità, o meglio di perdita d’identità e sulla ricostruzione di una personalità scissa in un tempo e uno spazio che sono diventati relativi.

Il motivo della divisione dell’Io rimanda tuttavia al suo opposto, cioè al concetto di interezza e totalità che la Lasker-Schueler individua nella sua infanzia dove giace l’origine del senso di appartenenza e di unità.

Anche Mefistofele identifica il periodo più gioioso della sua vita proprio nella sua infanzia. Il poeta, quindi, come il fanciullo, capaci di immergersi nel Tutto, nella totalità dell’esistenza senza schemi e maschere.

 

La ricerca dell’essenziale, dell’Uno, di ciò che è eternamente Tutto, può aver luogo, secondo la poetessa, solo nel proprio mondo interiore dato che l’egoismo del mondo esterno non è stato in grado di realizzare tale riconciliazione (da non dimenticare che la Lasker-Schueler visse il dramma di essere ebrea in terra tedesca durante la seconda guerra mondiale).

Il viaggio verso l’interiorità significa anche piantare un seme di speranza e fiducia nella fratellanza universale, nonostante i tempi da lei vissuti le lasciarono quel senso di estraneità ed esilio che l’accompagnarono per tutta la vita.

Nel Bene e nel Male, quindi, sono le facce della stessa medaglia: due delle tante polarità che dimorano in ognuno di noi.

Mefistofele non è solo il Demonio fine a sé stesso ma è un essere umano come tutti gli altri divorato dal sentimento della separazione che ha perso il contatto con la sua anima.

Ognuno di noi, in un modo o nell’altro, sperimenta o ha sperimentato questo stato di non appartenenza, di esilio e di abbandono; il passo più difficile è porsi in ascolto della propria Essenza, raccogliere i pezzi della propria anima seppelliti nella rabbia, nel rancore, nel senso di colpa e nella frustrazione: raccoglierli e accettarli per ciò che sono ma senza permettere che diventino il nostro vestito.

Sta a noi scegliere quale abito indossare.

Bene vs Male - L’Abbraccio Tra Luci E Ombre
L’Abbraccio Tra Luci E Ombre

Bene Vs Male

Sta a noi abbracciare con compassione il nostro lato oscuro per lasciarlo decantare nella coppa del cuore e avere sempre nell’anima la sottile percezione che siamo un sussurro di Dio incarnato nel qui ed ora.

Con questo articolo c’è un piccolo dono: un file da scaricare gratuitamente che contiene un E-book con alcune poesie di Else Lasker-Schueler per chi vuole avvicinarsi al suo mondo.

Bene Vs Male

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